Di cibo, entrato in un copioso armento;

E tanto ha pena dell'avuta ingiuria,

Ch'arde la casa e quanti vi son drento;

E uscito fuori, uccide ognun che trova,

E grida: Cugin mio, chi ti ritrova?

106

E nella selva, ancor che fosse notte,

Entra, e chiama a gran voce il conte Orlando;

E va tastando le tane e le grotte

Or con la mano sola, ora col brando.