Ca. Io lo credo, ancora che io sappia ch'e' pari tuoi vivono d'uccellare li uomini. Nondimanco, io non ti credo essere in quel numero, perché quando tu il facessi ed io me ne avvedessi, cercherei di valermene, e perderesti ora l'uso della casa mia, e la speranza d'avere quello che per lo avvenire t'ho promesso.
Li. Non dubitare della fede mia, che quando e' non ci fussi l'utile che io sento, e che io spero, ci è che 'l tuo sangue si affà col mio, e desidero che tu adempia questo tuo desiderio presso a quanto tu. Ma lasciamo ire questo. El dottore mi ha commesso che io truovi un medico e intenda a quale bagno sia bene andare. Io voglio che tu faccia a mio modo, e questo è che tu dica di avere studiato in medicina, e abbi fatto a Parigi qualche sperienza; lui è per crederlo facilmente per la semplicità sua, e per essere tu litterato e poterli dire qualche cosa in grammatica.
Ca. A che ci ha a servir cotesto?
Li. Serviracci a mandarlo a qual bagno noi vorremo, ed a pigliare qualche altro partito che io ho pensato, che sarà più corto, più certo, più riuscibile che'l bagno.
Ca. Che di' tu?
Li. Dico che se tu arai animo e se tu confiderai in me, io ti do questa cosa fatta innanzi che sia domani questa otta. E quando e' fussi uom che non è, da ricercare se tu se' o non se' medico, la brevità del tempo, la cosa in sé farà che non ne ragionerà, o che non sarà a tempo a guastarci el disegno, quando bene e' ne ragionassi.
Ca. Tu mi risusciti. Questa è troppa gran promessa, e pascimi di troppa grande speranza. Come farai?
Li. Tu el saperrai quando e' fia tempo; per ora non occorre che io te lo dica, perché el tempo ci mancherà a fare nonché a dire. Tu vanne in casa e quivi mi aspetta, e io anderò a trovare el dottore; e se io lo conduco a te, andrai seguitando el mio parlare e accomodandoti a quello.
Ca. Cosi farò, ancora che tu mi riempia d'una speranza che io temo non se ne vada in fumo.
Canzone.
Chi non fa prova, Amore,
Della tua gran possanza, indarno spera
Di far mai fede vera
Qual sia del cielo il più alto valore;
Né sa come si vive insieme, e muore,
Come si segue il danno e 'l ben si fugge,
Come s'ama sé stesso
Men d'altrui, come spesso
Timore e speme i cuori agghiaccia e strugge;
Né sa come ugualmente uomini e dei
Paventan l'arme di che armato siei.