Ni. Quando e' sia cotesto, io sono contentissimo. Ma dov'è egli?
Da. Alla Corona e gli ho detto che venga in qua. Eccolo che viene; egli è quello che ha dietro quelli servidori! Facciamcegli incontro.
Ni. Eccoci. Dio vi salvi, uomo da bene.
Da. Ramondo, questo è Nicomaco, e questa è la sua donna, che hanno con tanto onore allevata la figliuola tua; e questo è il loro figliuolo, e sarà tuo genero, quando ti piaccia.
Ra. Voi siate tutti i ben trovati, e ringrazio Iddio, che mi ha fatta tanta grazia, che avanti ch'io muoia, rivegga la mia figliuola, e possa ristorar questi gentiluomini, che l'hanno onorata. Quanto al parentado, a me non può essere più grato, acciocché questa amicizia fra noi per i meriti vostri cominciata, per il parentado si mantenga.
Da. Andiamo dentro, dove da Ramondo tutto il caso intenderete a punto, e queste felici nozze ordinerete.
Sofr. Andiamo; e voi, spettatori, ve ne potete andare a casa, perché senza uscir più fuora si ordineranno le nuove nozze, le quali fieno femine, e non maschie, come quelle di Nicomaco.
Canzone.
Voi, che si intente e quiete,
Anime belle, esempio onesto e umile,
Mastro saggio e gentile,
Di nostra umana vita udito avete;
E per lui conoscete,
Qual cosa schifar deesi, e qual seguire,
Per salir dritti al
cielo; E sotto rado velo,
Più oltre assai, ch'or fora lungo a dire;
Di qui preghiam tal frutto appo voi sia,
Qual merta tanta vostra cortesia.