Do. Io non so già cotesto. Voi sapete pure quello che mi faceva qualche volta. Oh, quanto me ne dolsi io con esso voi. Io me ne discostavo quanto io poteva; ma egli era si importuno. Uh! nostro Signore.

Fra. Non dubitate, la clemenzia di Dio è grande; se non manca all'uom la voglia, non gli manca mai el tempo a pentirsi.

Do. Credete voi che 'l Turco passi questo anno in Italia?

Fra. Se voi non fate orazione, sì.

Do. Naffe! Dio ci aiuti con queste diavolerie: io ho una gran paura di quello impalare. Ma io veggo qua in chiesa una donna che ha certa accia di mio; io vo' ire a trovarla. Frate, col buon di.

Fra. Andate sana.

[III. 4]

FRATE TIMOTEO, MESSER NICIA.

Fra. Le più caritative persone che sieno son le donne, e le più fastidiose. Chi le scaccia, fugge e' fastidii e l'utile; chi le intrattiene ha l'utile e' fastidii insieme. Ed è el vero che non è il mele sanza le mosche. Che andate voi facendo, uomini da bene? Non riconosco io Messer Nicia?

Li. Dite forte, ché egli è in modo assordato che non ode più nulla.