DELLA CACCIATA DEL DUCA D' ATENE
DALLA CITTÀ DI FIORENZA.
Stavasi Tile de' Cavicciuli lungo il fiume fuor di Porta alla Croce, e guardava, di contro al sole cadente, il Ponte Vecchio, e le pietre che gli operai ne portavano per murare il nuovo recinto al palazzo. Quando Filippo Bordoni, popolano de' ricchi, il quale usciva d'un sentieretto tra i campi e 'l fiume, scese e gli venne a rincontro dicendo: «Tile, che guati?
—Guato al ponte, e penso al covile che la fiera si sta preparando.
—L'uomo ha veduta la Grecia, ove dicesi siano avanzi di begli edifizi: e' vorrà forse far di Fiorenza una macìa greca.
—Ben fa. Quando città già franche lo gridano signore, ben fa egli a usare del titolo.
—Ma cotesto, Tile, non dura.
—Chi ci pon fine?