—Or qual uomo è noto?

—E se non io a te, nè tu a me. Rimanti con Dio.

—Sta.»

E Filippo Bordoni, scopertosi il petto, mostrò a Tile un'imagine del crocefisso, e gli disse: «Giura per Dio, che il segreto custodirai con silenzio; e dì: Nel nome del Salvatore, prometto.» E Tile disse: «Nel nome del Salvatore, prometto.»

Allora, andando contra 'l fiume a passo lento, con voce bassa e con parole pronte Filippo disse: «Una congiura è presta; Antonio degli Adimari n'è capo; poi i Medici, gli Oricellai, Luigi Aldobrandini, casa nostra, e molti mezzani. Siena abbiamo con noi. Si pensava assalirlo nel palagio; ma, sia caso o sospetto, tu sai ch'e' mutò sergenti e famigliari due volte. Or ecco il presente proposito: quand'e' cavalca alla croce al Trebbio per amore di Bice nostra parente, asserragliare la via. Le sbarre abbiam pronte; le case da' due capi son nostre; e armi e balestre non mancano. Cinquanta masnadieri gli si avventano addosso: altri giovani arditi, grandi e popolani, rincalzano: leviam la terra a rumore: i caporali di fuora a cavallo e a piè attendono in arme per venire al soccorso: in men d'un'ora Fiorenza è Fiorenza.

—Ma se il colpo va in fallo? Se, accortosi, e' non passasse di via Bordoni?

—Tu chiedi accorgimento all'amore?

—L'ama egli?

—L'appetisce.

—E Bice?