Esattissima definizione del verbo aggiustare si trova nella Explication des termes techniques che fa seguito alla pregiata opera Histoire monétaire de Genève par Eugène Demole, nel quale è detto
"Ajuster les flans, ou ajuster carreaux, opération par laquelle on affranchit à coups de cisailles les angles des carreaux".
Anche nella zecca veneziana la stessa operazione si chiamava zustar e l'operaio che la faceva zustador. Se oggi la parola è disusata, si è perché tale operazione si ottiene meccanicamente e quindi in modo affatto diverso da ciò che si usava nel medio evo.
Nel più antico registro di atti ufficiali che si conserva nel nostro
Archivio di Stato, conosciuto col nome di Liber Communis o Liber
Plegiorum, il quale raccoglie alcune deliberazioni prese dal Doge
assieme al Consiglio Minore, troviamo la seguente nota:
(1224) "Die XIII exeunte marcio. — Illi homines qui faciunt fieri monetam coram domino duce et omnibus consiliariis eius, excepto M. Superancio, predicto die juraverunt supra capitulare quod continetur de moneta facienda vel fieri facienda, et illo suprascripto die intromiserunt in nomine Domini" (3).
È la prima memoria di quegli ufficiali soprastanti alla zecca che più tardi furono chiamati Massari della moneta, ed è probabilmente quello di cui si parla il più antico Capitolare di tale magistrato, che però non è giunto fino a noi e del quale si ignorerebbe perfino la esistenza, senza questo cenno prezioso nella sua brevità.
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MONETE DI PIETRO ZIANI.
Grosso. Argento, titolo 0,965 (4). Peso, grani veneti 42 e un decimo (grammi 2,178).
1. Dritto. San Marco che porge il vessillo al doge, come nel grosso di E. Dandolo "croce punto P punto Z I A N I", lungo l'asta "D V X", a destra "punto S punto M punto V E N E T I".