Il pio doge Marino Zorzi, che successe a Pietro Gradenigo, fece ogni sforzo per porre rimedio ai mali che affliggevano la patria; si adoperò perché fosse levata la scomunica; cercò di ridurre all'obbedienza Zara, ribellata coll'appoggio del re d'Ungheria: ma il breve regno non gli permise di vedere la riuscita delle sue aspirazioni; solo ottenne di fare la pace coi Padovani.
Dopo soli dieci mesi di principato, morì nel luglio 1312, ragione per cui le sue monete sono assai rare e pregiate.
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MONETE DI MARINO ZORZI.
Ducato. Oro, titolo 1,000. Peso, grani veneti 68 e 52 sessantasettesimi (grammi 3,559).
1. Dritto. San Marco porge il vessillo al doge "punto M A punto G E O R G I O punto", lungo l'asta "D V X", dietro il Santo "punto S punto M punto V E N E T I".
Rovescio. Redentore benedicente in un'aureola elittica cosparsa di stelle, quattro a sinistra, cinque a destra "punto S I T punto T punto X P E punto D A, T SEGNO, punto Q punto T V spazio R E G I S punto I S T E punto D V C A, T SEGNO, punto".
Tavola IX, numero 2.
Grosso. Argento, titolo 0,965. Peso, grani veneti 42 e un decimo (grammi 2,178).
2. Dritto. San Marco porge il vessillo al doge "punto M A punto G E O R G I O punto", lungo l'asta "D V X", a destra "punto S punto M punto V E N E T I".