La guerra continuava contro i Genovesi e con tristi risultati, essendo stata sconfitta e quasi completamente distrutta dinanzi all'isola della Sapienza l'armata veneziana. Il re di Ungheria, da una parte, minacciava la Dalmazia, dall'altra i Genovesi si assicuravano l'influenza in Costantinopoli e si impadronivano delle migliori posizioni commerciali dell'Oriente, ma più grave ancora era il pericolo che all'interno correva la repubblica. Marino Falier di carattere violento ed ambizioso, sia perché spinto dal desiderio del potere assoluto, sia perché offeso, non gli paresse d'essere sufficientemente rispettato dall'aristocrazia dominante, congiurò per cambiare la forma di governo, assieme ai molti malcontenti che naturalmente, in momenti così tristi, esistevano a Venezia. Fortunatamente la trama fu scoperta, ed il doge ebbe mozzo il capo in quello stesso sito, ove prima di cingere la corona ducale, aveva prestato giuramento di osservare la promissione.

Poche sono le monete di questo doge e cioè il ducato, il soldino ed il tornese, e tutte assai rare, ciò che è facile a spiegarsi con la breve durata del suo principato, senza aver bisogno di cercare altre speciali ragioni, essendo egli rimasto sul trono soltanto sette mesi. Per la stessa ragione non posso ricordare se non alcuni provvedimenti deliberati dalla Quarantìa nel 21 ottobre 1354 (1), per impedire la diffusione delle monete false che si introducevano a Venezia, fatte ad imitazione di tipi forestieri, e specialmente dei carrarini, dei frisachesi e dei denari a XXII.

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MONETE DI MARINO FALIER.

Ducato. Oro, titolo 1,000. Peso, grani veneti 68 e 52 sessantasettesimi (grammi 3,559).

1. Dritto. San Marco porge il vessillo al doge, "M A I, N SEGNO, punto F A L E D R O", lungo l'asta "D V X", dietro il santo "punto S punto M punto V E N E T I punto".

Rovescio. Il Redentore benedicente in un'aureola elittica cosparsa di
stelle, quattro a sinistra, cinque a destra "punto S I T punto T I
B I punto X P E punto D A, T SEGNO, spazio Q punto T V spazio R E
G I S punto I S T E punto D V C A, T SEGNO, punto".

Tavola XI, numero 1.

Soldino. Argento, titolo 0,965. Peso, grani veneti 10 e 66 centesimi (grammi 0,552).

2. Dritto. Il doge inginocchiato tiene con ambe le mani il vessillo "punto croce punto M A R I, N SEGNO, punto F A L spazio E D R O punto D V X punto".