PADOVAN V. — Opera citata, edizione 1879, pagina 19 e 124. — Archivio Veneto, Tomo XII, pagina 99-100, e Tomo XII, pagina 147, — terza edizione, 1881, pagina 15, 16 e 89.

Bolla in piombo di Marino Falier conservata nella raccolta
Papadopoli.

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NOTE A "MARINO FALIER".

(1) Regio Archivio di Stato. Capitolare degli Ufficiali di Levante, carte 19 tergo.

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GIOVANNI GRADENIGO.
DOGE DI VENEZIA.

1355-1356.

Dopo tante commozioni e così gravi pericoli, Venezia aveva bisogno di un principe savio e prudente come fu Giovanni Gradenigo, che tutti gli storici dipingono amante della patria e geloso osservatore delle sue leggi. Aderendo agli inviti dei Duchi Visconti, signori di Genova, mandò ambasciatori a Milano, i quali firmarono un trattato che pose fine alle guerre fratricide fra le due potenti rivali del mare, e vi furono compresi i Signori di Padova, di Verona, di Mantova, di Ferrara e di Faenza. I beneficii della pace non tardarono a farsi sentire a Venezia, che vide nuovamente prosperare i suoi traffici e veleggiare i suoi navigli per i mari d'Oriente: ma i tempi erano torbidi, e la repubblica si trovò impegnata in una nuova guerra contro Lodovico re d'Ungheria, che penetrava in Dalmazia ed in Friuli, spingendo i suoi soldati fino sotto le mura di Treviso. Dopo soli sedici mesi di regno, Giovanni Gradenigo morì stimato e compianto da tutti.