Dopo vengono le monete coniate a Venezia coi nomi degli imperatori germanici, ed un nuovo tentativo d'indipendenza non coronato da completo successo; finalmente all'epoca in cui in Italia si costituiscono i Comuni, in cui si prepara una lotta giustamente gloriosa, Venezia si astiene dal porre i nomi degli imperatori, e soltanto dopo di essersi unita colla Lega lombarda, adotta un sistema conforme alla sua completa indipendenza. Ma i tempi erano maturi: Venezia non riconosceva più la supremazia di nessuno, anzi era giunta a tale grado di potenza e di forza, che dopo aver regolato con onore e vantaggio le questioni coll'Occidente, ebbe l'ardire di misurarsi anche coll'impero greco, riuscendo a piantare lo stendardo di San Marco vittorioso sulle vecchie torri della metropoli bizantina.

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NOTE A "ORIGINI DELLA ZECCA E PRIME MONETE DI VENEZIA".

(1) Squittinio della libertà veneta. Mirandola, 1612, pagina 43 e seguenti.

(2) Fontanini G. De sancto Petro Urseolo duce venetorum etc. Romæ, 1730, pagine 81-83.

(3) Spiegazione di tre antichissime monete veneziane. Venezia, 1737; e nella Raccolta d'opuscoli scientifici e filologici. (Calogerà), Tomo XXVIII, pagine 506-507.

(4) Liruti G. G. Della moneta propria e forestiera ch'ebbe corso nel Ducato di Friuli etc. Venezia, 1749, pagine 132-133; ed in Argelati F. De monetis Italiæ etc. Parte II, pagine 144-145.

(5) Zanetti Girolamo. Dell'origine e della antichità della moneta viniziana, ragionamento. Venezia, 1750, pagine da 1 a 26; ed in Argelati. Parte III, Appendice, pagine 1-7.

Tentori C. Saggio sulla storia civile politica ecclesiastica etc. della repubblica di Venezia. Venezia, 1785-1790, Tomo II, pagine 25-36.

Gallicciolli G. B. Delle memorie venete antiche profane ed ecclesiastiche. Venezia, 1795, Tomo I, pagine 366-370.