1382.
Compiute le solenni esequie di Andrea Contarini, fu elevato alla suprema dignità dello stato Michele Morosini, uomo danaroso, che era stato uno degli ambasciatori della Repubblica alla pace di Torino. Non ebbe il tempo di fare cose memorabili durante il suo principato, perché venne a morte pochi mesi dopo, nella terribile pestilenza che colpì in quel tempo Venezia e ne decimò la popolazione.
Le monete di questo doge sono assai ricercate in causa della brevità del suo regno, e più di tutte è raro il grosso, del quale ignoravasi l'esistenza fino a pochi anni fa.
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MONETE DI MICHELE MOROSINI.
Ducato. Oro, titolo 1,000. Peso, grani veneti 68 e 52 sessantasettesimi (grammi 3,559).
1. Dritto. San Marco porge il vessillo al doge "M I C h, L SEGNO, punto M A V R O C", lungo l'asta "D V X", dietro il Santo "punto S punto M punto V E N E T I".
Rovescio. Il Redentore benedicente in un'aureola elittica cosparsa di stelle, quattro a sinistra, cinque a destra "punto S I T punto T punto X P E punto D A, T SEGNO, spazio QUAM spazio T V spazio R E G I S punto I S T E punto D V C A, T SEGNO".
Tavola XIII, numero 1.
Sotto il braccio dell'evangelista in alcuni esemplari vi è una crocetta semplice × in altri una croce con doppia linea trasversale.