(3) Ho collocati per primi questi denari, che ritengo più antichi, perché somigliano a quelli coll'iscrizione "P A L A T I N A spazio M O N E T A", nella quale Zecca sono a mio avviso battuti, e perché l'iscrizione loro è corretta e senza abbreviature: mentre i denari con "croce V E N E C I A S" presentano invece dei nessi fra le lettere, segno di coniazione abbondante ed affrettata e portano i punti e contrassegni con cui soleva indicarsi lo zecchiere responsabile del valore della moneta. Tutto ciò dimostra che questo nummo veniva coniato in quantità rispondente ai bisogni di una vera circolazione e non per semplice ostentazione di sovranità.
(4) È la stessa moneta da cui fu tratto il disegno della tavola I, numero 3 dell'opera citata di San Quintino; credo bene riprodurla, perché meglio disegnata.
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MONETE DI LOTARIO I.
IMPERATORE E RE D'ITALIA.
840-855.
Denaro. Argento, titolo 0,720 circa. Peso, grani veneti 29 (grammi 1,500) (1).
1. Dritto. Croce nel centro, attorno "croce H L O, legatura TH, A R I V S spazio I, legatura NP, spazio A V".
Rovescio. In una sola linea "legatura VE, N E C I A".
Raccolta Papadopoli (grani veneti 29).