(don Nzulu è sdraiato su una greppina e sonnecchia agitandosi. Brasi in grembiule, con un piumaccio in mano, è intento a spolverare i mobili; si accosta alla greppina e spolvera anche i calzoni impolverati e le scarpe di D. Nzulu, che, dimenandosi, lo fa sobbalzare e poi ridere da scemo. Si ode il campanello d'ingresso, ed egli si ferma incerto, se debba o no togliersi il grembiule; poi se lo passa sotto il braccio e va. Rientra subito dopo, seguito dalle due donne, alle quali fa cenno di parlar piano perchè il padrone dorme).
Brasi
(pianissimo) — Chi fazzu, 'u chiamu?..... ah?..... 'u chiamu?
Donna Prazzita
No, Brasuzzu, lassalu ripusari.... Aspittamu.... Assèttiti, Rachilina. Com'è, stancu? stancu, è veru? (si appressa al dormiente in punta di piedi e lo osserva) — Si vidi, mischinu, ca è abbattutu.... Facci d'omu bonu, guarda, Rachilina. (Rachilina si alza e fa per accostarsi anche lei in punta di piedi. Ma in questo mentre don Nzulu tira un forte ronfo che fa spaventare Brasi, il quale indietreggiando fa cadere un tavolinetto. Al rumore, don Nzulu si desta, stropicciandosi gli occhi e meravigliandosi della presenza di gente in casa sua).
D. Nzulu
Uh.... e chi fu?... Vui, cucina?
Donna Prazzita
Ah, Maria Santissima, cucinu, sugnu murtificata.... 'ssu babbu di Brasi ca fici scrusciu....
Brasi