(come attratto da una forza magnetica, alla quale non sa resistere, stringe i pugni, digrigna i denti, stravolge gli occhi e mormora tra i denti) — Assassina!.... (poi si volge a guardare verso la camera, riluttante a cedere, alla fine, come vinto, muove verso di essa, a tratti).

Ninfa

(dall'interno) — Ca chi ci aspetti?....

Oraziu

(quasi con rabbia) — Vegnu!.... (indi, fermandosi un'altra volta e volgendosi, minaccioso, verso la comune, con un dito tra i denti, esclama, quasi senza voce) — Ah, cumpari, cumpari.... si mi veni fatta!.... (chiude il pugno e, barcollando, riprende la via dell'uscio).

Tela.

ATTO SECONDO

Stanza da lavoro del perito agrimensore Saru Mazza. — Comune a destra, uscio in fondo, finestra sulla sinistra. — Un grande tavolo da disegno, senza cassetti, su due cavalletti, ingombro di squadre, compassi, barattoli di colori, boccette d'inchiostro, carte da disegno, lucidi, etc. — In fondo, accanto all'uscio, cassettone con su una Madonna in cornice. — Una branda di tela, chiusa, un canapè, due poltrone, sedie etc.

SCENA I.
Saru e Anna

Saru