Andiamo, smetti questo finto sdegno!
Ribenedici la diletta figlia
Or che porta d'amor nel seno un pegno!

Presto nonno sarai! Spiana le ciglia
Che un bugiardo furor move ed infiamma.
Sta quieto per ragioni di famiglia

Ricevi un bacio e tante cose a mamma.

SI DESCRIVE UNA RUSTICA CAPPELLA

Ben sovente
T'ho presente
Nella mente,
Vezzosissima cappella,
E il tuo aspetto
Nel mio petto
Fa l'effetto
Della cosa la più bella.

Parlo a stento
Dal contento,
Anzi sento
Che mi manca la favella,
E deliro
Quando in giro
Io ti miro
Rosseggiar superba e snella!

Quasi nera
T'alzi altera
Nella sera
Che il candor degli astri abbella;
T'alzi ed io
Nel cor mio
Ti desio
Vezzosissima cappella!

INNO AL SALAME

O progenie divina,
o d'ogni ben cagione,
figlio di Salamina
e de'l Re Salomone;
o de la fame infame
trionfator, Salame,
balzi or l'agile strofa innanzi a te;

a te, forte e gentile
onor de 'l genio umano
e de 'l mondo civile
consolator sovrano,
ne le cui forme dorme
una possanza enorme
che squarcia i monti e sfonda il trono a i Re.