FANTASIA EGIZIANA

Al Nilo, al Nilo! Nasconderemo
Laggiù mia bella l'amor deriso,
Là sconosciuti noi ci faremo
Non una casa ma un paradiso,
Sul chiaro margine dell'acque calme
Dove si specchiano verdi le palme.

Il chiosco vedi ch'io t'ho fiorito
Di cento rose come un giardino!
Dentro ai bracieri d'oro brunito
Fuman le lagrime del benzoino
E dal marmoreo balcone aperto
Vampe d'amore manda il deserto.

Nera nel cielo color di rosa
Che nel tramonto caldo risplende,
Come una lupa libidinosa
Accoccolata la sfinge attende,
E grave un alito di strani amori
L'acre vivifica nozze dei fiori.

Alle carezze molli del vento
Data la lunga cesarie d'oro,
Nell'onda tenue del vel d'argento,
Nudo del bianco seno il tesoro,
Sarai mia sempre, mia tutt'intera,
Se non ti viene prima il colera.

QVANDO IL PREFETTO DEL RE E IL SINDACO DEL COMVNE RENDEVANO OMAGGIO A SVA EMINENZA REVERENDISSIMA

DOMENICO SVAMPA
PRETE CARDINALE DEL TITOLO DI SANT'ONOFRIO ED ARCIVESCOVO DI BOLOGNA QVESTO CARME BENE AVGVRANTE AL SVO FORMOSO PASTORE ARGIA SBOLENFI DEDICAVA

Signor, poi che ti sta supplice ai piedi
Questa Felsina tua che un dì sdegnosa
Bacio di prete sofferir non volle,
Costei che, infranto il trono in cui tu siedi,
Cercando libertà tinse gioiosa
Del suo sangue miglior l'itale zolle,
Absolvi or la pentita e le concedi
L'amplesso del perdono
Dimenticando dell'error l'audacia.
Sii generoso e buono
Con chi, come a Signor, la man ti bacia
E poi che piango ravveduta anch'io,
Misericorde ascolta il canto mio.

Un tempo, e ben lo sai, morta di fame,
Schiava del tuo stranier temprò la plebe
Ceppi a se stessa su la propria incude:
Pe' sacerdoti tuoi le turbe grame
Reser feconde le sudate glebe
E sul solco natio caddero ignude
Ai campi della Chiesa util letame;
Ma un Dio consolatore
Da' sacri templi a lor dicea: «Soffrite,
Turbe nate al dolore
E che felici nel dolor morite,
Poi che v'aspetta in ciel di Dio il sorriso
E sol de' tribolati è il paradiso».