Su cui tra i bronzi falsi e le sculture
Dell'arte a buon mercato
Sarà il tuo nome, o buon villan, se pure
Non l'han dimenticato.
Piange intanto colei che la tua culla
Vegliò amorosa e forte;
Piange le tristi nozze una fanciulla,
Le nozze con la morte.
Ma il padre invece, al ciel rivolto il ciglio,
Giunte le palme grame,
Dice:—beato te povero figlio,
Che non avrai più fame.—
ALPINI
Quando l'ora verrà, l'ora che deve
Esser l'estrema che vedrete al mondo,
Voi cercherete invan col moribondo
Occhio l'alpe natìa, bianca di neve.
E indarno de' ghiacciai la brezza lieve
Ricercherete nell'ansar profondo.
Oh, quanto lungi al labbro sitibondo
Saran le fonti ove il camoscio beve!
Ahimè, madri dolenti e fidanzate
Dolenti, dite voi se questo è il santo
Il giocondo avvenir che sognavate?
Vanno all'inutil sacrificio e intanto
Noi veneriam le vanità sfacciate
Cui piacque il sangue loro e il vostro pianto!
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Le madri, nel tormento
Crudel d'un dubbio arcano,
Cercan con l'occhio intento
Qualche speranza invano.