Dicono—Gesù mio, quanto schiamazzo
Per due vecchi tappeti!
Nemmen se ritornassero in Palazzo
Gli Svizzeri ed i preti!

I contadini a non vederli esporre
Ci credevan birbanti;
Sono elettori anch'essi e quando occorre
Votan pei ben pensanti.

Che v'importan quei cenci o i Credi fatti
Recitar nelle scuole?
Siam liberali. Non badate agli atti,
Badate alle parole.

Rispondono—I tappeti alla ringhiera
Non son stracci e cimosa;
Cencio di pochi palmi è una bandiera,
Ma vuol dir qualche cosa.

O le liste da chi furono empiute
E da chi consigliate?
Voi ci diceste; non le abbiam vedute:
E pur lo sapevate!

Confessatelo, via, siate leali,
Poichè non siete scaltri:
Voi pascete di fumo i liberali
E d'arrosto…. quegli altri.

Ma v'è chi dice—Ecco, Bisanzio ancora
Con le ciarle si regge
Dei cento legulei della malora
Che gli falsan la legge.

Lasciamoli cianciar del più e del meno,
Lasciamoli garrire;
Noi guardiamo più in alto, ad un sereno,
Ad un santo avvenire.

Noi guardiamo più in alto e questa bassa
Miseria non ci tange.
Con ben altra eloquenza il cor ci passa
La voce di chi piange!

Ma quando il pianto cesserà e verranno
Ben altre feste, allora
Quelle coltri lassù, riscalderanno
Il letto a chi lavora.