[46.] Secondo le misure di G. Marinelli la lunghezza complessiva del Natisone (compreso il ramo sorgentifero iniziale, cioè il R. Bianco) sarebbe di 60 km. Il R. Bianco è lungo effettivamente circa 5 km.

[47.] Col nome di Chiarò si designano due corsi d'acqua, cioè il Chiarò di Torreano e quello di Prestento o Sclesò; qui ci si riferisce al primo, come più importante.

[48.] Tuttavia fra Caporetto e Gorizia la pendenza del fiume non è maggiore in media del 4 per mille, inferiormente è di poco più dell'1 per mille.

[49.] Secondo i dati del Servizio Idrografico austriaco il bacino dell'Isonzo sarebbe esteso: a monte della confluenza con l'Idria kmq. 630, a monte della confluenza del Torre 2290 kmq., alla foce 3457 kmq. Il bacino complessivo del Tagliamento secondo i dati ufficiali italiani ha un'area di 2390 kmq.: quindi è molto meno esteso di quello dell'Isonzo.

[50.] Nel capitolo precedente ([pag. 29] e [pag. 33]) fu già data la bibliografia relativa ai fenomeni carsici nella regione considerata, e nella nota al principio di questo quella relativa a sorgenti ed acquedotti; per quanto riguarda le grotte, si rimanda da un lato agli scritti là citati e dall'altro alle indicazioni che relativamente ad ogni singola caverna saranno date nella parte speciale di questa guida. Fin d'ora però si ricordano, per l'importanza loro: Tellini (A.), Peregrinazioni speleologiche in Friuli, «In Alto», 1898-99; — Coppadoro (A.), Le due Maseriate, Ivi, 1899; — Musoni (F.), La Velika Jama, «Mondo Sotterraneo», 1905; — De Gasperi (G. B.), Visite ad alcune grotte, Ivi, 1908; — Gortani (M.), Avanzi di mammiferi rinvenuti in alcune grotte friulane, Ivi, 1908; — De Gasperi (G. B.), La grotta di Vedronza, Ivi, 1909; Cret dal Landri, Ivi, 1909; La base da l'Ors, Ivi, 1909.

[51.] Nelle eccezionali può scendere fino ad 8, mentre può salire forse a 50 ed oltre nelle piene.

[52.] Tuttavia da sorgenti che sgorgano nella cerchia morenica fu derivato il vecchio acquedotto di Udine e quello di Feletto-Umberto. Il primo, che ha la presa nei pressi di Lazzacco, ora è quasi abbandonato; il secondo, che s'inizia sulle colline di Leonacco superiore, funziona ancora; ma manca d'acqua nei periodi più caldi e meno piovosi dell'anno.

[53.] La prima proposta di incanalare le acque del Ledra e del Tagliamento per l'irrigazione delle aride pianure del Friuli fu fatta nel 1457 dal nobile Nicolò di Maniago al consiglio minore di Udine. Ma, come scrive G. Occioni Bonaffons, «quella volta il Consiglio maggiore vi si oppose. Nel 1487 due luogotenenti ripresero il progetto, e già erasi cominciata la escavazione, quando il Parlamento della Patria, cioè la rappresentanza provinciale, negò il suo voto all'opera benefica, e la Signoria, sconfessando l'operato dei suoi luogotenenti, diede ragione al Parlamento. Invece nel 1527, per la viva opposizione dei gemonesi, non ebbe seguito un più modesto progetto, sebbene lo approvasse la Signoria, presso la quale s'erano recati all'uopo il co. Gerolamo Savorgnano e il dott. Giacomo Florio. Così passarono parecchi lustri, finchè nel 1592 il famoso ingegnere militare e generale delle artiglierie, conte Giulio Savorgnano, ripropose da Venezia al consiglio della città di Udine la escavazione del canale, ma anche questa volta senza esito alcuno. «Prima del moderno definitivo trionfo della buona causa, il progetto, di cui è parola, era stato rimesso in piedi nel 1666 dall'ingegnere Giuseppe Benoni, e finalmente nel 1829 il professore Giambattista Bassi ne fece lettura e proposta concreta all'Accademia udinese. In proposito cfr. oltre gli scritti relativi ai moderni progetti sul canale Ledra-Tagliamento citati in precedente nota bibliografica: Girolamo Savorgnano, Scrittura sull'incanalamento del Ledra, per Nozze Occioni-Crisicopulo, Udine, Seitz, 1876; Rapporto alla signoria di Venezia nel 1488 per l'alveo del Ledra, per Nozze Di Colloredo-Manin, Sandaniele, Pallarini, 1877; Atto sulla condotta del Tagliamento in Udine, per Nozze De Chantal-Braida, Milano, Rechieidei, 1884; Marcotti, Il Ledra, in «Bull. Ass. Agr. Fr.», numero unico, nel 50º della fondazione, Udine, 1895.

[54.] Il canale principale del Ledra fino oltre la ferrovia a mezzodì di Udine (distacco del canale di Castions) è lungo km. 34.7; la portata del primo tronco del canale principale è di mc. 17-1⁄2 e diminuisce man mano per modo che ad Udine è ridotta a mc. 4. Le derivazioni principali sono quelle di Giavons, di S. Vito di Fagagna, di Martignacco, di Passons e di S. Gottardo. Quest'ultima alimenta le così dette rogge di Udine e di Palma con 1⁄2 mc. per ciascuna. A valle della ferrovia, dopo la derivazione di Castions, il canale continua, col nome di canale di Palma, che a circa 5 km. si divide nei due di Trevignano e di S. Maria.

[55.] Si sta ora provvedendo al trasporto dell'attuale presa ad Ospedaletto, con che lo sviluppo del canale sussidiario del Ledra sarà aumentato di km. 2.3.