— Vostra Eccellenza, nella sua età ancor fresca e nella sua robustezza, potrebbe rimaritarsi e continuare una illustre prosapia.

— No, no, io ho troppo amato la mia sposa, e troppo son pieno della sua memoria per volermi unire ad altra donna. Ho già fatto il mio testamento, e ve ne confido il tenore. Io assegno una ragguardevole somma per un’opera grandiosa e monumentale da erigersi in una piazza di Roma. Quest’opera, che sarà in marmo od in bronzo, deve rappresentare la caduta del potere temporale dei papi, secondo il voto degli Italiani e degli stranieri ben pensanti. Il resto delle mie sostanze, amministrate dal governo nazionale, costituiranno un fondo che fornisca i mezzi onde combattere, ove si manifestino, i tentativi dei preti e dei loro fautori per ricuperare il perduto dominio. Un consiglio o comitato, composto di membri stipendiati, verrà creato a perpetuità per investigare se vi sieno tendenze e maneggi a questo scopo. I pontefici-re non debbono mai più rinnovarsi al mondo. La loro esistenza deve essere annoverata fra quelle assurde istituzioni umane che hanno fatto il loro tempo, e che sono sparite per sempre.

FINE

INDICE

Un'eroica famiglia bresciana[Pag. 5]
Fiero misfatto e fiera vendetta[199]

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.

Per comodità di lettura è stato aggiunto un indice a fine libro.

La numerazione degli ultimi tre capitoli di "Un'eroica famiglia bresciana", errata nell'originale, è stata corretta.