Il ladro allora gli dice motteggiando, che ora può egli prendersi l’erba, gli alberi e le pietre, dacchè egli se n’è dichiarato proprietario. Il mago replica:
Rimani, rimani tu stesso proprietario,
O ladro, dacchè sei divenuto padrone
Di questi alberi, di queste pietre, di questa vita;
Ma tu però allontanati,
Vanne, donde sei venuto.
. . . . . . . . . . . . . . . .
Io sono, io sono sempre al disopra di te,
Io vado, io prendo, io depongo,
Io getto, io ti opprimo.