Molte analogie esteriori si trovano fra i nostri lapponi e i ciukci. Anche questi portano nell’inverno due vesti di pelliccia, una col pelo all’infuori, l’altra col pelo all’indentro. Anch’essi, quando riposano, sogliono con un rapido movimento ritirare un braccio o ambedue le braccia dalle maniche, onde riscaldarle meglio. Anch’essi non abbandonano mai il coltello, la pipa e la borsa di tabacco. Il nostro Bove vide più d’una volta ciccare le donne dei ciukci e i bambini lasciare il capezzolo materno per prendere in bocca la pipa.

[16]. Lo schizzo psicologico che abbiam dato dei lapponi sarà giudicato da taluno un po’ prolisso; ma noi speriamo che il ritratto sia rassomigliante. In questi casi la concisione è sempre a scapito della verità e basterebbe a provarlo il quadro dato dall’illustre Castren: «Son gente lenta, malinconica e burbera. Sono accusati di invidia, di implacabilità, di scaltrezza e di altri vizii inerenti a questo carattere. Si lodano invece per il loro animo mite, per il loro buon volere, per essere servizievoli ed ospitali, per il loro timor di Dio e la loro continenza.» È questo un ritratto che può servire per molti altri popoli!

[17]. Fra gli altri Valdemar Schmidt combatte la credenza che i lapponi abbiano abitato la Danimarca all’epoca della pietra.

Nel nord della penisola scandinava non si trovano dolmen e i cranii dei dolmen danesi sono molto diversi da quelli dei lapponi. Le Danémark à l’Exposition universelle. Paris, 1868, in-8.

[18]. J. A. Friis, Lappiske sprogpröver. En samling of lappiske eventyr, ordsprog og gaader, med orbog. Christiania, 1856.

[19]. Scheffer, Lapponia. Francofurti, 1673, pag. 282.

[20]. Eppure un passo del Kalevala, l’antico poema epico dei finni, avrebbe dovuto farci cercare i canti lapponi. Là dove Lemmin-Käine narra il suo arrivo alla casa di Pohjola in Lapponia, si legge (Canto XII):

La stanza era piena di maghi

I cantori erano seduti sulle panche

Gli uomini sapienti presso la porta