Il peccato di capriccio non deve essere il tradimento quotidiano e vigliacco; la debolezza non deve esser paralisi.

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Nel contrasto dei gusti, delle idee, dell'ordinamento della famiglia, cedi sempre nelle piccole cose per poter insistere nelle grandi.

La contraddizione perpetua, anche se nella più parte dei casi è ragionevole, è una ruggine, che corrode l'amore e lo consuma.

Se vuoi saper volere nelle questioni, che toccano la tua dignità o l'educazione dei tuoi figli, devi essere accondiscendente e cedevole in tutte quelle cose di poca importanza, che riguardano il vestire, la cucina, le relazioni con persone indifferenti.

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Quando vuoi (e ne hai tanto diritto quanto lui), la tua volontà deve appoggiarsi alla ragione, non mai al puntiglio.

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E volendo, adopera le forme più soavi del desiderio, e il condizionale più spesso dell'indicativo presente.

L'uomo è così abituato a comandare, è così pieno e convinto del suo diritto di padrone, che si ribella al voglio e cede al vorrei: s'impenna al farai, e ubbidisce al non ti pare?