Qualunque sia il dilemma, che ti si para dinanzi, qualunque sia il nodo che ti si forma fra le dita, non scioglierlo mai colla menzogna.
Sarai degna della tua stima, e tuo marito ti metterà sopra un piedestallo così alto, da potersi dire un altare.
Un uomo può esser fiero di avere una moglie giovane e bella, di sentirla lodare da tutti per la sua coltura, per il suo spirito; di nessuna cosa sarà tanto orgoglioso, come di poter dire:
—Mia moglie non sa mentire.
In questo secolo tartufo, in cui le esigenze estetiche e morali impongono ogni giorno all'uomo virtù che non ha, in cui la menzogna ci avviluppa e ci ravvolge dal capo ai piedi, come una ragnatela bavosa, che al passeggiare in una vigna abbandonata ci si appiccica schifosa e fetente alla faccia; il conoscere un poggio alto e sereno, dove non giunga la bugia e il poter rifugiarvisi fidenti e sicuri, è tale una grandezza, tale una letizia per l'anima da bastare a farci benedire la vita.
Il bottegaio ci avvelena colle sue falsificazioni, il medico ci inganna colla sua pietà; i bassi ci adulano per averne favori, e gli alti ci promettono protezione col labbro, dimenticandoci subito nel pensiero. In chiesa vediamo molti prostrati, pochi credenti; nel Parlamento udiamo molte parole patriotiche, vediamo ben pochi sagrifizii; nelle famiglie intorno a noi quanti tradimenti e quante simonie!
Vi è però in tutto questo deserto un'oasi sempre verde, dove nell'erba non v'è serpenti, sui cespugli di rose non vi son spine, dove l'ape non ha pungolo e il cielo non conosce nubi; e quest'oasi è l'anima della nostra moglie.
Là ci rifugiamo fidenti e sicuri per sentirci udire un sì che è sempre sì, un no che è sempre no. Là su quella pietra di paragone portiamo il falso oro, le false gemme, per sapere cosa sono e cosa valgono: là portiamo tutte le piccole e grandi ipocrisie della vita per vederle sfumare nell'aria come una pagliuzza, che arde e si consuma sotto i raggi concentrati del sole.
Ah quanto bene fa all'anima il rifugiarsi in un cuore sincero, francamente, coraggiosamente e sempre sincero! Come ci si allarga il petto, come i polmoni assorbono avidi quell'aria fresca, tonica inebbriante della verità sicura. Come ci sentiamo consolati di esser uomini e fieri, che una di queste rare creature adamantine sia nostra, tutta nostra!
Qualcosa di simile si prova quando, dopo aver respirato per molti giorni l'aria umida, palustre, fangosa della pianura del Gange si sale sull'altipiano dell'Imalaia; bruciando tutti i miasmi, lavandoci dai brividi della febbre e dall'afa dei pigri letarghi.