Se tu ami la quiete e la solitudine, se preferisci un piatto solo a tavola, ma condito del sale della sicurezza dell'indomani, non sposare un banchiere.

Nell'alta finanza le oscillazioni sono fortissime, e tu puoi trovarti ricca oggi, povera domani.

È difficile che il banchiere non faccia risentire anche ai suoi le angoscie tormentose che attraversa ogni giorno, leggendo e commentando i listini della borsa.

In questo secolo nevrosico il banchiere e l'uomo politico sono quelli, che più di tutti gli altri risentono le scosse di questo nostro mondo, che si dibatte ogni giorno fra le scosse galvaniche di chi lo vuol far correre e saltare e i delirii narcotici di chi vorrebbe addormentarlo nei sogni del passato.

Fa di non lasciar solo il tuo banchiere sull'altalena vertiginosa dei suoi giuochi. Accompagnalo col pensiero vigile, col consiglio previdente; insegnagli che egli non deve giuocare che col superfluo; lasciando sempre intatto quel campo in cui si semina il pane e si raccoglie il vino.

S'egli è prodigo, sii tu avara, e per inerzia non dir mai a te stessa, che gli affari di tuo marito non sono i tuoi e che non hai nè diritto, nè intelligenza per occupartene.

Se senti il tuono, se vedi lampeggiare il cielo della tua famiglia, informati dagli amici, dai conoscenti, se non sovrasta una procella.

Quanti infelici di meno, quanti minori disastri nelle famiglie, quanti meno cassieri fuggiti all'estero e quanti meno suicidi sulla tavola anatomica; se noi dessimo alla donna, più larga parte nella nostra vita di pensiero e d'azione!

Se non ne facciamo più una schiava, non ne abbiamo fatto che una liberta; un animaletto gentile e domestico, che ci distrae e ci diverte; ma non le confidiamo quasi mai gli affari gravi, non fidandoci della sua segretezza e molto meno della sua intelligenza!

Di questo ingiusto disprezzo noi siamo i primi a scontare la pena, perchè la donna ha un sesto senso, che è una seconda vista e che le permette di vedere ciò che spesso molti uomini di genio non sanno vedere. È il lato piccolo e debole delle cose, ma è anche il tarlo, che corroderà il colosso; è un elemento secondario, ma che basta forse a sconvolgere tutto un organismo, a mandare in rovina tutto un affare.