[55.] N. XVII, maggio 1817, pag. 184.
[56.] Epistolario cit., vol. I, pag. 479.
[57.] Raccontano che una sera, nel palco della Ricci, il Fossombroni gli dicesse: “Siete un uomo di merito, ma sareste piú stimabile se non foste tanto napoleonista„ — “Non mai — rispose il Collini — quanto V. E. quando fu fatto senatore, e molto piú quando Francesco II diede a Napoleone sua figlia„, G. Marcotti, in Cronache segrete della Polizia Toscana. — Firenze, Barbéra, 1898, pag. 93.
[58.] Cause celebri. — Pisa, Nistri, 1843, pag. 6.
[59.] Lettera del 30 dicembre 1818, in Ricordi della vita ecc. di G. B. N. di A. Vannucci, vol. I, pag. 432.
[60.] Lettera del 26 gennaio 1819; Epistolario cit., vol. II, pag. 287.
[61.] Lettera al fratello, in I. Rinieri, Della vita e delle opere di S. Pellico. — Torino, Streglio, 1898-99, vol. I, pag. 315.
[62.] 1819, tomo XIII; Proemio, pag. XLI. Per dire il vero, sebbene il Monti lo diceva “scritto con prudenza da savio, e cuore di leone„, [lettera cit., loc. cit.] vi si leggevano cose come queste: “si dissetano le frodi dell'ipocrisia, si ammutiscono le male persuasioni dell'adulazione, i costumi si avanzano concordi ai tempi, volando sul medesimo carro; il carro del sole, condottiero della luce, profligatore delle tenebre„.
[63.] Lettera a G. Capponi, 15 febbraio 1819; Lettere di G. C., ordinate da A. Carraresi. — Firenze, Le Monnier, 1867, vol. I, pag. 22.
[64.] Lettera del 19 febbraio 1819, vol. cit., pag. cit.