[1145.] Lettera inedita del 14 luglio 1831, Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze. “Non ho bisogno — gli scriveva il Vieusseux — di dirvi quanto piccanti potrebbero diventare queste epistole, uniche nel loro genere, ed a che utilissima polemica, nuova affatto nella letteratura periodica, potrebbe dar luogo. Da molto tempo avevo pensato a questo Romito, vero filosofo, ma pieno ad un tempo di filantropia, ed Italiano degno, il quale dall'alto dell'Appennino, dal fondo della sua solitudine, senza verun pregiudizio municipale giudicherebbe degli uomini, ed ancor piú delle cose. Ma finora non avevo trovato chi fosse capace e disposto ad assumere tale impegno„.

[1146.] Lettera inedita del 23 luglio 1831. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1147.] Lettera inedita del 14 ottobre 1831. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1148.] Da lettera inedita del Vieusseux al Bianchetti, del 13 dicembre 1831. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1149.] Lettera inedita del 23 dicembre 1831. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1150.] Lettera inedita del 31 dicembre 1831. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1151.] Lettera inedita del 26 gennaio 1832, Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1152.] Lettera inedita, Treviso, 17 febbraio 1832. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.

[1153.] Lettera del 16 settembre 1831, in Spigolature nel carteggio letterario e politico del marchese Luigi Dragonetti, a cura di G. Dragonetti. — Firenze, Ufficio della Rassegna Nazionale, 1886, pag. 258.

[1154.] Lettera inedita, Torino, 11 febbraio 1832. Cosí rispondeva: “Quando Ella cosí cortesemente mi vuole partecipe alla utilissima impresa sua, non so se al giusto diffidar di me stesso od al mio sincero desiderio di compiacerla io debba dar retta. Certamente le scienze Politiche ed Economiche sono cosí vasto e fertile campo, che né esaurito né esauribile può sembrar mai, e pare che non dovrebbe essere cosa cosí difficile il trovarvi un angolo, ove, benché umile, la capacità di chi studia si adatti in modo da poterne trarre qualche frutto. Ma lo spirito di parte e i pregiudizî muovono tal gelosia, e tal diffidenza, che pochissime cose si possono liberamente trattare e schiettamente dire. Ciò essendo, mi pare miglior partito non impegnarmi di parola né ricusar l'invito, ma assicurarla solo, signor mio gentilissimo, che io sono disposto a fare ciò di che Ella mi prega, ed anzi essere tale la mia buona volontà, che ad impedire gli effetti non sono per valere che gravissime cagioni, quali le può Ella col suo buon giudizio figurare. La prego adunque di tenermi sin d'ora per associato, e spero di potermi fare cooperatore poi; ho l'onore intanto di dichiararmi, signor mio pregiatissimo, suo devotissimo Cesare Alfieri„. Carteggio Vieusseux, “Nazionale„, Firenze.