Il mio doppio fascicolo di novembre e dicembre non ha potuto essere pubblicato che in questi ultimi giorni, e con tale mutilazione, che io ho dovuto spendere lire 300 per ripararvi. Siamo inoltrati nel mese di febbraio, e non ho potuto ancora tirare che pochi foglietti del fascicolo di gennaio. Superfluo è il fare osservare quanto questo sistema di cose mi sarebbe dannoso se dovesse durare e diventasse sistema.

Io mi prendo la libertà di presentare a V. E. le bozze di stampa di una mia lettera che penso di premettere al primo fascicolo del 1833. Io supplico V. E. di leggerla. Se, come ardisco lusingarmi, Ella renderà giustizia alla rettitudine delle mie intenzioni, ed approverà la manifestazione franca e leale dei miei sentimenti, questa lettera servirà di norma per il futuro a me, ai miei collaboratori, e alla Censura medesima.

Ho l'onore di rassegnarmi coi sentimenti di profondo rispetto

G. P. Vieusseux„.

Appendice V, N. 1 (pag. 313).

Appunti di Gian Pietro Vieusseux.

Sabato, 23 marzo 1833. — Questa mattina è arrivato il N. 254 della Voce della Verità.

Ore 5. — Un biglietto urgentissimo del Padre Mauro Bernardini richiama a sé il fascicolo approvato del dicembre 1832. Sono andato in persona dal detto Padre Mauro portando meco il fascicolo, ma negandone la consegna per essere questo fascicolo l'unica guarentigia contro le imputazioni della Voce nel caso che il Governo volesse inquietarmi a questo titolo. Sentendo però che il sig. Consigliere Fossombroni aveva assoluto bisogno di detto fascicolo, dopo lungo diverbio l'ho rilasciato, bene inteso, contro ricevuta motivata.

(In seguito il fascicolo mi è stato restituito)„.

Appendice V, N. 2 (pag. 314).