Provenienti dalla Capitale giunsero ieri mattina in questa città Pietro Vieusseux direttore del Gabinetto Letterario di Firenze, e l'abate Lambruschini, addetto anch'esso allo stesso Gabinetto: si trattennero tutta la giornata in Pescia, e questa mattina alle ore 4 ne sono partiti alla volta di Lucca, Pisa e Livorno. Conoscendo le massime ed i sentimenti di costoro, con tutta riservatezza e circospezione io ho fatto tener dietro alle loro mosse durante il breve soggiorno che hanno fatto in questa città, ma non si è potuto vedere né conoscere che siansi trattenuti a colloquio con persone del paese, specialmente sospette in materie politiche; e solo si è osservato che si sono varie volte ritrovati ed hanno parlato insieme. Vieusseux ha alloggiato presso il gonfaloniere d'Uzzano ambasc. Cosimo Forti, a cui fu diretto dal proprio figlio avvocato Francesco Forti secondo sostituto dell'avvocato generale Fiscale, e l'abate Lambruschini è stato ricevuto in casa di Enrico Puccinelli, con cui si vuole in antica relazione, e dal quale non è stato finora denunziato.

Epifanio Manetti„.

Appendice XIV, N. 1 (pag. 351 e 352).

Lettera di S. E. Don Neri Corsini al R. Censore P. Mauro Bernardini.

“Molto Reverendo Padrone Colendissimo.

Questa Direzione centrale della Censura, dopo aver preso nel piú accurato esame il Programma di associazione ad una Raccolta di Opuscoli, memorie, e Corrispondenze di Scienze Lettere ed Arti che repartita in quattro volumi divisa pubblicare Giovanni Pietro Vieusseux, ha dovuto ritenere il concetto, che siccome (almeno per quanto oggi ne consta) non trattasi di opera periodica, non vi è perciò luogo ad una rejezione, la quale, come V. S. molto Reverenda saviamente rileva, potrebbe comparire fondata sopra motivi personali.

Non ha altresí questa Direzione stessa potuto disconvenire dal dubbio affacciato da V. Reverenza che la nuova collezione di opuscoli, della quale si tratta, possa servire di veicolo per dare alla luce molte materie della natura stessa di quelle solite inserirsi nella cessata Antologia. Su tale stato di cose convenendo agire con somma cautela, V. E. Molto Reverenda farà sin d'ora intendere al Vieusseux, che non potrà mai essergli permesso di comprendere nella divisata collezione le Corrispondenze, le quali troppo assimilerebbero il nuovo lavoro alla cessata Antologia, e potrebbero farlo considerare come la di lei continuazione; e frattanto lo intimerà a presentare tutti gli opuscoli che pensa d'inserire nel primo volume, onde formarsi una chiara idea del piano e spirito di questa collezione, prima di approvare in alcun modo il Programma, che annesso le ritorno.

E col piú distinto ossequio mi confermo di V. E. molto Reverenda

Dalla R. Segreteria di Stato, li 15 giugno 1833

dev.mo aff.mo servitore
N. Corsini„.