—L'Aliprandi saluta anche te, Paolino.

—Grazie.

—Il tale augura a tutti buon Natale!

Tra i tanti telegrammi ricevuti nella giornata ricordo quelli di
Bertolazzi, i quali riuscirono a smutriare qualcuno.

—Buon Bertolazzi!

—Buonissimo!

Lungo l'asse che correva al dorso della parete erano parecchi panettoni. Furono dessi che incominciarono a dar vita alla conversazione.

—Che cosa ce ne facciamo? Non possiamo mangiarceli tutti.

—E se ne dessimo uno ai poveri forzati? I reclusi del maggio ricevono qualche cosa, hanno forse ricevuto tutti qualche cosa. Mentre i perpetui e gli a tempo con la catena, non sono ricordati neppure dai parenti. Chi ha vergogna di loro e chi li dimentica come individui morti. E se ne dessimo una fetta a tutti loro? C'è questo del Mascarini, offelliere di Milano, mandato a don Davide. È grosso come un cetaceo.

Federici non si fece ripetere l'interrogazione. Se lo portò sul tavolo e con una cordicella si mise ad affettarlo.