—Don Davide, fate il piacere di comperarmi trenta centesimi di sigarette virginia.
—Don Davide, se vedete il pollivendolo, mandateci a casa un'anitra, sgrassata, come quella della settimana scorsa.
Don Davide, non dimenticate di passare dall'oste, che siamo senza vino.
Don Davide, se trovate del pesce fresco, mandatene a casa una padellata.
Rientrava ilare e pieno di scuse. Ci diceva che il pescivendolo era alla spiaggia, che il tabaccaio era andato alla dispensa e che il pollivendolo non veniva in paese che tre volte la settimana.
Si metteva al lavoro senza indugio. Il suo tavolino era tra il finestrone e la sua branda. Si perdeva su suoi fogli di protocollo fino a colazione. Durante il lavoro taceva volentieri, ma non andava in collera se lo si interrompeva e se si faceva di tutto per fargli perdere del tempo.
Chiesi: Don Davide, come state?
Don Davide: Bene, grazie.
Chiesi: Che cosa supponete che stiano dicendo, in questo momento, De Andreis e Romussi?
Don Davide: È difficile indovinarlo.