De Andreis: Io voglio andare dove vanno i miei amici.
Prina: Se crede, s'accomodi.
Cermenati: Se non siamo in arresto, noi non vogliamo essere accompagnati dagli agenti di P. S.
Il delegato Gislon li fece allontanare.
In via Soncino Morati, dinanzi l'entrata del Corriere della Sera, incontrammo Colautti. Il Chiesi, incrociando i polsi, gli fece segno che eravamo in arresto.
—Ci siamo!
Colautti rispose, con un gesto, che non poteva essere.
In S. Paolo, Seneci entrò dal tabaccaio a bere una bibita. Era stato in tipografia e nel locale di distribuzione tutto il giorno, e aveva sete. I funzionari non lo aspettarono neanche. Ci raggiunse correndo. Questo fatto ci lasciò credere che non eravamo in arresto. Che si tratti solo di dirci che la stampa subirà la censura preventiva da qualche impiegato di questura?
In questura ci si lasciò in un'anticamera.
—Aspettino; saranno ricevuti dal questore non appena sarà libero.