PROPRIETÀ LETTERARIA
Firenze — Tip. G. Carnesecchi e figli, Piazza d'Arno, 1
Capitolo VII[1] LA FAMIGLIA E LO STATO NEI COMUNI ITALIANI[2]
I
È certo che non si potrà mai scrivere una vera storia nazionale d'Italia, se prima non saranno pubblicati, esaminati, studiati, con dottrina storica e giuridica ad un tempo, gli Statuti e le leggi dei nostri Comuni. Questo fu un desiderio espresso prima dall'illustre Savigny, e dopo di lui da molti Italiani, senza essere stato ancora pienamente soddisfatto. Lo studio degli Statuti e delle leggi ci farebbe conoscere il diritto pubblico dei Comuni, e porrebbe sotto i nostri occhi un quadro chiaro e preciso delle loro politiche istituzioni, che noi ancora intendiamo assai poco. Ma, quello che non è di certo meno importante, ci farebbe conoscere del pari il nostro antico diritto civile, nel quale, secondo la opinione di molti dotti, fra cui citerò Francesco Forti, si trovano le origini del moderno diritto, i germi di molte disposizioni giuridiche, che noi accettammo piú tardi dal Codice francese, come cosa nuova.