Nicolò vostro dice non vi scrive per non vi dare noia, che ha raguagliato Totto vostro; et li casi sua non vi ricorda.

Nicolao Maclavello, mandatario [et]

Secretario fiorentino, tanquam fratri

honorando.

Romae.

DOCUMENTO XXVII. (Pag. [469])

Lettera dei Dieci ad Antonio Giacomini. 20 agosto 1504.[937]

Antonio Jacomino. Die xx augusti 1504. — Hiarsera ti si scripse della deliberatione facta da noi circha el voltare Arno alla Torre ad Fagiano, et come noi volevamo fare questa factione subito dopo el guasto, et che per questo egli era necessario che tu pensassi dove, dato el guasto, stéssi bene el campo, per rendere securo chi lavorerà ad tale opera. Di nuovo ti replichiamo per questa el medesimo, perchè tale deliberatione è ferma, et voliamo ad ogni modo che la si metta innanzi; et però bisognia che oltre allo aiutare tale cosa collo effecto, la si aiuti etiam colla demostratione. Questo ti si dice, perchè se fussi costì alcuno condottiero ad chi non paressi, voliamo tu li possa fare intendere quale sia lo animo nostro, et che noi voliamo unitamente et con le parole et co' fatti la sia favorita.

Et perchè noi non voliamo che si perda punto di tempo, domattina manderemo costà Giuliano Lapi e Colombino, ad ciò sieno teco, et, mostroti el disegnio, possiate ordinare quanto sia necessario. Et acciò intenda qualche particolare, e' si è ragionato che bisognino dumila opere il dì, et che gli habbino le vanghe et zappe; voliamo pagare questi huomini ad dieci soldi el dì per ciascuno. Bisogna adunque pensare se di cotesto paese all'intorno se ne può trarre tanti, perchè bisognia che siano buoni, pagandogli noi nel modo soprascripto. Et havendo ragunato così 1000 marraioli, secondo lo adviso di Francesco Serragli, potrai examinare fra loro quali sieno sufficienti all'opera soprascripta, et li farai fermare et provedere degli instrumenti loro; et el resto provedere in quel modo che ti occorrerà meglio. Et non ti bastando ad adempiere el numero questi luoghi convicini, te ne andrai ne' luoghi più propinqui; et quando non si potessi el primo dì cominciare la opera con dumila huomini, voliamo si cominci con quegli più si può, et così quanto prima si può, adempia el numero decto.

Ragionerai tucte queste cose con Giuliano Lapi, et ti varrai dell'opera sua per comandare ad quelle cose che in tale factione sono necessarie. Mena decto Giuliano seco tre o quattro huomini per valersene, et noi facciamo conto che tu ti vaglia, oltre ad quelli, di Pagolo da Parrano et altri simili, che fussino in cotesto campo buoni ad essere soldati, et ad indirizare una simile faccenda. Nè ti scrivereno altro in questa cosa, ma ci rimettereno ad quello che ad bocca ti discorrerà Giuliano Lapi. Et el disopra ti si è scripto, acciò che intenda avanti allo arrivare suo, e' meriti di questa cosa, vi volga l'animo, et ti prepari ad quella con ogni modo possibile.