[749]. Principe, cap. XI.
[750]. Lettera del 25 settembre da Urbino.
[751]. Prima lettera del 28 settembre.
[752]. Lettere del 3, 4 e 5 ottobre.
[753]. Lettera del 10 ottobre da Forlì.
[754]. Lettera del 17 ottobre 1506, pubblicata nelle Opere (P. M.), vol. V, pag. 231, nota 1.
[755]. Vedi il brano di documento riferito dal Canestrini negli Scritti inediti del Machiavelli, Prefazione, pag. XXXVI.
[756]. È la novella XL della parte I: Inganno usato da una scaltrita donna al marito, con una subita astuzia. Il Machiavelli incomincia a narrarla così: «Io, Signor mio, porto ferma opinione, che se questa mattina voi non mi levavate d'impaccio, noi ancora ci troveremmo in campagna, al sole.» Vedi anche il Proemio che è indirizzato a Giovanni dei Medici, e nel quale l'autore, dopo raccontato l'aneddoto, dice: «Vi prego bene a considerare che messer Niccolò è uno dei belli e facondi dicitori e molto copioso della vostra Toscana, e che io sono lombardo; ma quando vi sovverrà che è scritta dal vostro Bandello, che tanto amate e favorite, io mi fo a credere, che non meno vi diletterà leggendola, di quello che si facesse allor che fu narrata. State sano.»
[757]. Guicciardini, Storia Fiorentina, cap. XXIX, pag. 324.
[758]. Due scritture inedite di Niccolò Machiavelli, pag. 11: Pisa, Nistri, 1872. Furono pubblicate dal prof. A. D'Ancona per le nozze Cavalieri-Zabron. Solo la prima di esse tratta dell'Ordinanza, ed era stata già pubblicata nel 1868 dal Ghinassi, per nozze Zambrini-Della Volpe: Faenza, tipografia di Pietro Conti. Queste pubblicazioni per nozze sono spesso così difficili ad aversi ed a conoscersi, che come il D'Ancona, diligentissimo, non conobbe quella del suo predecessore, così altri potrebbe ignorare o non trovare la sua. E però noi diamo in Appendice, documento XXXIX, quella relativa all'Ordinanza.