[769]. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 121, a carte 1t (citato più sopra).
[770]. Vedi le molte lettere nell'Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 3, n. 120 e 121.
[771]. Qui era nella Relazione aggiunto: Et ne avete mandati 500 in campo. Queste parole furono poi cancellate, forse per non ricordare che le prove da essi fatte non erano state sempre felici.
[772]. Al quale proposito il Machiavelli dice nella Relazione: «Et così verrebbero sempre ad havere in confuso el loro superiore, et riconoscere un pubblico et non un privato.» È sempre la medesima diffidenza.
[773]. Vedi nelle Opere, vol. IV, pag. 427 e seg., la provvisione. Le parole qui sopra citate sono a pag. 444.
[774]. La deliberazione del 27 febbraio trovasi nell'Archivio fiorentino, Cl. XIII, dist. 2, n. 70 (Deliberazioni dei IX d'Ordinanza), a carte 9t. Il primo Registro delle Deliberazioni dei Nove, dal 1506 al 1511 (Archivio fiorentino, Cl. XIII, dist. 2, n. 70), è fin dalla prima pagina scritto di mano del Machiavelli. Si era poi così certi che egli sarebbe stato, in ogni caso, nominato cancelliere dei Nove, che il 28 dicembre 1506 Agostino Vespucci, uno dei suoi coadiutori, gli scriveva per essere anch'egli trasferito a servizio dei Nove, che dovevano avere, oltre il cancelliere, uno o più ufficiali: «Pregovi mi vogliate in questi casi havere per raccomandato; et veggiendo voi sia il bisogno mio più sicuro che dove io sono, operiate sì et in tal modo, io sia uno di quelli coadiutori, cum pro certo habeam, fore ut tu sis Cancellarius illorum Novem, ni locum tuearis quo nunc frueris, quod Deus avertat.» Carte del Machiavelli, cassetta IV, n. 93.
[775]. Periodico di Numismatica e Sfragistica, loc. cit.
[776]. Archivio fiorentino, Cl. X, dist. 2, n. 18, a carte 16. Manca l'anno, che però s'argomenta chiaro dal contesto della lettera. Non è l'originale, ma una copia del tempo, e non fu pubblicata dal Desjardins. Piero Alamanni, inviato dagli Otto di Pratica presso Lodovico il Moro, teneva corrispondenza diretta anche con Piero de' Medici, da cui certo aveva ricevuto particolari istruzioni, come solevano fare i Medici con gli oratori della Repubblica.
[777]. Le lacune accennate con punti, senza porre in nota alcuna avvertenza, indicano i brani che si sono tralasciati, perchè di nessuna importanza.
[778]. Bartolommeo Calco, segretario del duca di Milano.