[138]. Il Guicciardini, Storia d'Italia, lib. VIII, cap. III, dice: «In questo fu memorabile la fede dei Fiorentini, che ancora che pieni di tant'odio, ed esacerbati da tante ingiurie, non furono meno costanti nell'osservare le loro promesse, che facili e clementi nel concederle.»
[139]. Nardi, Storia di Firenze, vol. I, pag. 409-10.
[140]. Sismondi, Hist. des répub. italiennes: Bruxelles, 1838-39, vol. VII, a pag. 244. Capitolazione per la resa della città di Pisa sotto il dominio della Repubblica fiorentina, presso Flaminio Dal Borgo, Raccolta di diplomi pisani, pag. 406-28.
[141]. Carte del Machiavelli, cassetta VI, n. 43. Questa lettera del Vespucci fu pubblicata nelle Opere (P. M.), vol. V, pag. 431 in nota.
[142]. Vedi la lettera in Appendice, documento VI. L'originale trovasi nelle Carte di Machiavelli, cassetta IV, n. 45; il brano qui sopra riportato fu in parte pubblicato nelle Opere (P. M.), vol. V, pagina 431.
[143]. Guicciardini, lib. VIII, cap. 2: Sismondi, vol. VII, cap. 7.
[144]. Carte del Machiavelli, cassetta VI, 53.
[145]. La lettera fu pubblicata dal signor Saltini, in appendice ad un suo scritto sul Giustinian. Arch. Stor. ital., Serie III, vol. 26, pag. 72 e seg.
[146]. Ciò risulta ora assai chiaro dai documenti, che il senatore Lampertico ha pubblicati in appendice al Discorso che lesse il 29 gennaio 1893, come Presidente della R. Deputazione Veneta di Storia Patria. Venezia, Fratelli Visentini, 1893.
[147]. Sebbene sul valore della Orazione io avessi portato sempre lo stesso giudizio, pure, specialmente dopo le notizie raccolte dal signor Saltini, ero disposto a crederla opera del Giustinian. Ma, dopo i documenti pubblicati dal senator Lampertico, ne dubito fortemente, come del resto ne avevano dubitato molti scrittori veneti, ai quali, col solito suo acume critico, s'era unito ancora il Ranke.