Clemente, gesuita spagnuolo. Sua opera contro il M., ricordata, II, 426.

Clemente VII. — Ved. Medici Giulio, cardinale. — Ricordato, II, 417, 422. Non si offende della libertà con cui il M. giudica i Papi nelle sue Storie, III, 213. Sua elezione, e suo carattere e qualità, 294, 296. Manda a governare Firenze in nome dei Medici il Cardinal Passerini, 297. Esita a scoprirsi tra Francia e Spagna, 298, 300. Accetta e promuove una proposta di una lega italiana con la Francia contro Carlo V, 301 e seg. Sua prigionia in Castel Sant'Angelo ricordata, 315. Il Guicciardini prevede quello che gli avverrà nella lotta con l'Imperatore, 322. Accorda un sussidio al M. per continuare le Storie, 324. Persuaso dal M., pensa all'istituzione d'una milizia nazionale nei suoi Stati, 325, 326; e manda perciò il M. a F. Guicciardini con un suo breve, ivi, 429; poi abbandona l'impresa, 327. Ricordato, 331. Respinge una proposta del M. di armare Giovanni delle Bande nere contro ogni possibile assalto degl'Imperiali, 337. Tratta col M. di fortificar le mura di Firenze, e come intenda fortificarle, ivi e seg.; e relative lettere dei Procuratori delle mura all'oratore fiorentino presso di lui, 434 e seg. Insulto dei Colonnesi contro di lui, 341, 466, 467, 469. Lettere di Roberto Acciaiuoli, suo oratore in Francia, a vari, 445 e seg. Respinge, poi conclude per forza, una tregua coll'Imperatore, 341, 342, 346, 470. Non sa decidersi nè alla pace nè alla guerra, 350. Nuova tregua tra lui e l'Imperatore, 353. Chiuso in Castel Sant'Angelo, 359 e seg.

Cognac (Lega di), III, 341. Suo esercito, 346. Notizie di essa nelle lettere di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia, 447 e seg. passim.

Colle (da) ser Antonio, I, 574.

Collenuccio Pandolfo. La sua Storia è una delle fonti del Guicciardini, III, 492.

Colleone Bartolommeo. Vita di lui, ricordata, III, 279.

Colombino, I, 469, 609.

Colombo Cesare, corrispondente in Roma di Francesco Guicciardini presidente in Romagna, III, 319, 325, 327.

Colombo Cristoforo, II, 32.

Colonna famiglia, ricordata dal M. nel Principe, II, 386, 618.