Giulio II. — Ved. Della Rovere Giuliano, cardinale. — Sua elezione, suo carattere, suoi propositi, I, 446, 451 e seg. Legazione del M. a lui, 449 e seg. Sua condotta col Valentino, 454, 455, 456, 458. Dichiara volersi opporre alle conquiste dei Veneziani in Romagna, 458. Accenni alle sue imprese di Perugia e di Bologna, 495 e seg., 634, 636; e accenno alla resa di Perugia nei Discorsi del M., II, 309. Torna in trionfo a Roma, I, 501. Da lui e non da Leone X è da intitolarsi il suo secolo, II, 1 e seg. Che cosa pensi e faccia mentre l'Imperatore sta per passare in Italia, 57 e seg. Conclude la lega di Cambray, 93, 107. Pubblica una bolla di scomunica contro i Veneziani, 108. Riavute le terre di Romagna si rivolge contro i Francesi, 111, 124; assolvendo i Veneziani, 124. Guerra tra esso e i Francesi, ivi e seg., 141 e seg., 530, 534. Ricordato, 533. Fugge a Ravenna, 143-44. I Bolognesi atterrano la sua statua, opera di Michelangelo, ivi. Voci circa alle sue relazioni col cardinale Francesco Alidosi, ivi. Concilio di Pisa indetto contro di lui, 146 e seg.; e sua relativa lettera ai Fiorentini, 546. Nomina alcuni cardinali, 147. Intima un Concilio in Laterano, ivi. Si ammala ed è creduto morto, 148. Interdice Pisa e Firenze, 148. Conclude una lega con Venezia e la Spagna contro la Francia, ivi. Sospende l'interdetto lanciato contro i Fiorentini, 153-54. Si scoraggia dopo la battaglia di Ravenna vinta dai Francesi, poi riprende animo, 163. Ricupera Bologna ed altre città e terre dalle mani dei Francesi, 164. Lettera del cardinale Giovanni de' Medici a lui, 173, 548. Fa lega coll'Imperatore, 192. Muore, ivi. Ricordato dal M. nel Principe, 610, 618, 619; e in una lettera del M. al Vettori, III, 415, 420. Spesa della sua mensa, III, 31. Ricordato, 34, 36, 301.

Giunti. Stampano opere del M., II, 414, 419; III, 197.

Giustinian Antonio, oratore veneto a Roma. Suoi Dispacci ricordati. I, XXII, 381, 382; III, 496. Paragone tra esso e il M., I, 411-12. Sunto di alcuni suoi dispacci, ivi e seg., 433 e seg., 439 e seg. Scruta l'animo di Giulio II «circa l'avanzarsi dei Veneziani» in Romagna, 451-52. Un'osservazione generale intorno ai suoi dispacci e a quelli degli oratori suoi contemporanei, 460. Ambasciatore all'imperatore Massimiliano, e della orazione da lui preparata per tale occasione, II, 110; tradotta poi dal Guicciardini nella sua Storia, ivi; III, 493.

Gonzaga, signori di Mantova, nel secolo XV, I, 161.

Gonzaga Giovanfrancesco, marchese di Mantova, I, 161. I Fiorentini cercano di assoldarlo, 485.

Gonzaga Isabella. Sue lettere al marito, ricordate, I, 380, 382. Sua lettera al Valentino dopo il fatto di Sinigaglia, ricordata, 408.

Graf Arturo. Suo scritto sulla Mandragola del M., ricordato, III, 146.

Gravina (Duca di) degli Orsini. Entra in una lega contro il Valentino, I, 384. Imprigionato, 406; e fatto uccidere dal Valentino, 410.

Gravina Pietro, II, 418.

Grazzini A., detto il Lasca. D'una sua farsa attribuita al M., III, 167.