Guicciardini Francesco. Esalta il Savonarola a proposito della istituzione del Consiglio Maggiore, I, 279. Elogio della sua Storia Fiorentina, I, 378. Brevi notizie di lui tratte dai suoi Ricordi autobiografici; e di nuovo della sua Storia Fiorentina, II, 45 e seg. Ambasciatore in Ispagna, 157. Attenua a vantaggio dei Medici gli orrori del sacco di Prato, 174. È sempre in Ispagna al ritorno de' Medici in Firenze, 180. Nelle sue opere politiche è definita e descritta la nuova scienza politica sorta tra il cadere del XV e il cominciare del XVI secolo, 247, 248. Esame della sua prima legazione in Ispagna, 248; e della sua Relazione di Spagna, 249. In che differisca come uomo politico dal M., 251, 259. I Medici rientrati in Firenze gli confermano la legazione in Ispagna; ed egli accetta e scrive a tutti loro, in particolare a Leone X, 252. Della sua mutabilità e dei suoi Discorsi politici, ivi e seg. Suo trattato Del Reggimento di Firenze, 258 e seg. Dei suoi Ricordi politici e civili, 264 e seg.; e quanto in essi imiti dal M., ivi. Citazione di alcuni recenti scritti intorno a lui, 268. Nuovi confronti tra lui e il M., 324; e sue Considerazioni sui Discorsi del M., 350 e seg. Suo dispregio per il popolo, 356, 358. Dell'opinione che n'ebbero, come uomo politico, il Cavour e Gino Capponi, 360-61. Ricordato a proposito del Principe, 416. Come parli di Leone X nella sua Storia, III, 9. Suo parere circa la forma del governo di Firenze, ricordato, 23. Altri suoi giudizi su Leone X, 25. Governatore di Reggio pel Papa, manda denari al Morone, 27. Altro suo giudizio su Leone X, 29. Niente debbono a Leone X le sue opere, 32. Ancora dei suoi Discorsi politici rispetto ai consigli dati ai Medici, diversi da quelli del M., 51, 61. Parla con lode dell'Ordinanza fiorentina, 59. Della sua corrispondenza col M., ambasciatore a Carpi, 125 e seg.; e testo di una sua lettera, 420. Difende Parma per la Sede pontificia, 128. Di nuovo della sua Storia Fiorentina, 204, 206, 285. Paragone tra i Discorsi messi in bocca da lui e dal M. ai personaggi delle loro Storie, 238. Lettera del M. a lui, ricordata, 266. Di alcuni suoi giudizi nella Storia Fiorentina, diversi da quelli del M., relativamente alla morte d'Iacopo Piccinino, 277, e alla battaglia della Molinella, 279. Paragone delle Storie Fiorentine del M. con la sua Storia d'Italia, 291 e seg.; e osservazioni sulla medesima a proposito della critica fattane dal prof. Ranke, 483 e seg. Suoi Ricordi autobiografici, e sua Storia d'Italia, di nuovo citati, 291, 295, 303. Suoi giudizi sul Conestabile di Borbone, 309; e su Girolamo Morone, 316, 321. Sue eminenti qualità, 319. Suo governo dell'Emilia, ricordato, 320. Sua presidenza in Romagna; estratti del suo carteggio, ivi e seg. Luogotenente generale del Papa in campo contro gl'Imperiali, 322 e seg. Lettere di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia a lui, e lettere di lui all'Acciaiuoli ricordate, 448 e seg., 461, 466, 472. Nuovo raffronto tra lui e il M., 323. Gli è mandato il M., col disegno d'istituzione d'una milizia nazionale, 325; e che cosa egli pensi e scriva intorno a ciò, ivi, 326. Sua corrispondenza col M. tornato a Firenze, 327 e seg. Accenni al matrimonio di una sua figliuola, 327, 331, 332. Vuol far rappresentare a Faenza la Mandragola del M., 327, 331; ma tale rappresentazione non ha luogo, 334. Sua opinione circa ai possibili accordi tra il Re di Francia e l'Imperatore; e lettera del M. a lui su tal proposito, 335. Sunto di lettere del M. a lui circa le fortificazioni delle mura di Firenze, 338, 340. Seguono le notizie della sua luogotenenza in campo contro gl'Imperiali; sue lettere ricordate, e brani e sunti di esse, 343 e seg. Brani di lettere di Filippo de' Nerli a lui, 350. Conduce l'esercito della lega presso Firenze, poi riparte con esso; sunti di altre sue lettere, 356 e seg. Mediatore di un accordo fra i Medici e il popolo sollevato, 358. Chiede aiuto a Firenze per il Papa chiuso in Castel Sant'Angelo, 359; e spera di far qualcosa per liberarlo, 361. Torna in Firenze e poi va in volontario esilio, 362. Notizie e osservazioni circa le fonti della sua Storia, e i materiali da lui raccolti per essa, 488 e seg. Sua Storia fiorentina, di nuovo ricordata, 498.
Guicciardini Iacopo. Sue lettere al fratello Francesco in Spagna, ricordate, II, 159, 161, 163, 171, 172, 173, 178. Succede al fratello nel governo della Romagna, III, 322.
Guicciardini Luigi, gonfaloniere nel Tumulto de' Ciompi, III, 248.
Guicciardini Luigi. Di una lettera del M. a lui, II, 117, 119. Opinione che ad esso alluda il M. nell'Asino d'oro, III, 176. A lui indirizza il M. il suo Capitolo dell'Ambizione, 179. Uno dei cinque Procuratori delle mura di Firenze, 435. Sua narrazione del Sacco di Roma, citata, III, 486.
Guicciardini Piero, I, 589. Commissario dei Fiorentini in Mugello, 500. Ricordato, 509. Eletto oratore all'imperatore Massimiliano, si oppone all'invio di quell'ambasciata, II, 63. Inviato all'Imperatore, 114. Sua lettera al figliuolo Francesco, ricordata, 162. I suoi figliuoli vanno a trovare Giuliano de' Medici tornato in Firenze, 180. Altra sua lettera al figliuolo Francesco, ricordata, 191. Interlocutore nel dialogo del Reggimento di Firenze del Guicciardini, 259. Estratti di sue lettere fatti dal Guicciardini, ricordati, III, 488.
Guidotti A., oratore a Roma; brano di una sua lettera agli Otto di balìa, I, 246.
Guidotti Lionardo, affine del M., ricordato in lettere di Biagio Buonaccorsi a lui, I, 573, 575, 576, 577, 585, 587, 591.
Guidotti Vincenzo. Sue lettere ricordate, II, 552.
Guinigi Giovanni di Lucca, III, 407.
Guinigi Michele di Lucca. Di un suo debito con alcuni mercanti fiorentini; e ambasciata del M. a Lucca nell'interesse di detti mercanti, III, 63, 64, 407.