Salviati (Cardinale). Debito lasciato con lui da Leone X, III, 36. Sua lettera al M., 76, 412. Lettere d'Iacopo suo padre a lui, relative al M., ricordate, 324.

Salviati Iacopo. Sua lettera al M., oratore al Valentino, I, 580, 582, 585; a cui succede in detta legazione, 409. Lettera del M. a lui, ricordata, 582. Destinato oratore al Re di Spagna, a Napoli, 633. Ambasciatore ai Medici in Prato, II, 549, 551. Oratore a Leone X, 206. Tenuto lontano da Firenze, e perchè, 207. Gli è accordato di tornare, ivi. Consiglia Lorenzo de' Medici circa il governo in Firenze, 209; indi Clemente VII, III, 297. Si adopra presso il Papa a favore del M., 324, 325, 327. Due lettere di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia a lui, 454, 455, 466, 469.

San Casciano (Comune di). Vi ha i suoi beni Bernardo Machiavelli, I, 296; e notizie della villa che poi passò in N. suo figliuolo, II, 362 e seg.

San Domenico, ricordato nei Discorsi del M., II, 318, 595.

San Francesco, ricordato nei Discorsi del M., II, 318, 595.

Sanga Gio. Battista. Sua lettera a un ambasciatore francese in Venezia, III, 309. Mandatario del Papa al Re di Francia e poi al Re d'Inghilterra, 450, 453, 466.

San Gallo (da) Antonio. Si ricorda il modo trovato da lui e da Giuliano per trasportare il David di Michelangelo, II, 16. È nel campo dei Fiorentini contro Pisa, 95, 503. Dà opera agli apparati per la venuta di Leone X in Firenze, III, 16. Va in Lombardia a visitare le fortificazioni di quelle terre; e se ne attende e sollecita la venuta in Firenze per fortificarne le mura, 339, 436, 439.

San Gallo (da) Bastiano, detto Aristotele. Dipinge scenari per la rappresentazione delle commedie del M., III, 333.

San Gallo (da) Giovanfrancesco, ingegnere e architetto. Patente a suo favore perchè possa ritrarre «il sito della città di Firenze con il paese circostante» ec., III, 438. Ricordata questa sua commissione, 442.

San Gallo (da) Giuliano. Si ricorda il modo trovato da lui e da Antonio per trasportare il David di Michelangelo, II, 16. È a Roma; sunto di una lettera scrittagli dai Procuratori delle mura di Firenze, III, 435.