Urbino (da) Raffaello Sanzio, II, 21 e seg., 31. Ricordata la sua pittura del Sonatore di violino, III, 30; e la scena dipinta per la rappresentazione della Calandria del Cardinal Bibbiena, 32. Singolarmente amato e protetto da Leone X; e gran numero delle sue opere in Roma sotto di lui, 34. Di una sua pianta di Roma antica, attribuita ad altri poi a lui rivendicata, 35.

Utrecht (d') Adriano, cardinale. — Ved. Adriano VI.

V

Valdichiana. Vi va commissario Antonio Giacomini, I, 367. Interamente occupata dalle genti del Valentino, ivi.

Valentino (Duca). — Ved. Borgia Cesare. — Sposa Carlotta d'Albret, sorella del Re di Navarra, I, 269. Sue imprese in Romagna, 270, 271; e suo trionfale ingresso in Roma, 271. Fa uccidere il Duca di Bisceglie, 273. Uccide Pietro Caldes cameriere del Papa, 274. Prosegue le sue imprese in Romagna, 275. Fa uccidere Astorre Manfredi, ivi. Nominato duca di Romagna; e come allora si componeva e dovea allargarsi il suo stato, 276. Colloqui del M. col Cardinale di Rouen intorno a lui ed al Papa, 352, 353. Entra in Toscana e condotta da esso stipulata coi Fiorentini, 358 e seg. Della sua impresa contro Piombino, 360, 361. Passa nell'Elba; e chiamato dai Francesi alla guerra del napoletano, va a Roma, 361, 362. S'abbandona ad ogni eccesso nel saccheggio di Capua, 363. S'impadronisce di Piombino, ivi. Si accenna alle sue pratiche coi Pisani contro i Fiorentini, 366. Occupa Arezzo, ivi. S'impadronisce d'Urbino, 367. Quello che trattasse col M. e con Francesco Soderini oratori fiorentini, 368. Le sue genti lasciano Arezzo, 370. S'impadronisce di Camerino, 381. Titoli che assume, 382. Gli è vietato dalla Francia di avanzarsi contro Bologna e la Toscana, ivi. Congiura e lega dei suoi capitani contro di lui, 383. Manda parte dell'esercito contro di loro, 384; fazioni tra le due parti, 385. Riceve aiuti di Francia, 386. Cerca amicarsi i Fiorentini e chiede gli mandino un oratore, ivi. Gli è mandato il M., ivi e seg.; e suoi colloqui con esso, toccanti l'alleanza ch'egli desidera fare coi Fiorentini e sue contemporanee relazioni con Francia, 390 e seg., 397, 404, 410, 411, 412, 429, 432, 438, 444, 445, 450, 590. Tratta e stipula un accordo con gli Orsini e i loro collegati, 393, 394, 403. Torna signore d'Urbino, 403. Va a Forlì e lo segue il M., ivi. Gli aiuti venuti di Francia lo abbandonano, ma egli prosegue le sue imprese, 404. Entra in Sinigaglia, 406. Fa prigioni gli Orsini, Vitellozzo e Oliverotto da Fermo, ivi. Continua a instare presso il M. per fermare un'alleanza con Firenze, 407. Fa strangolare Vitellozzo e Oliverotto, ivi. S'impadronisce di Perugia, 408. Va contro Pandolfo Petrucci, 409; cui accorda un salvacondotto per uscire di Siena; poi lo fa inseguire per averlo morto o vivo, 411. Fa strangolare il Duca di Gravina e Paolo Orsini, 410. Va verso Roma, chiamatovi dal Papa durante quella impresa contro gli Orsini e gli altri ribelli, ec., ivi, 412, 413. Atrocità da lui commesse per via nel suo ritorno a Roma, 418. Entra in Roma, 419. Concetto che di lui si forma il M., ivi e seg. Apparecchi dei Fiorentini contro di lui, e concetto ch'essi ne hanno, 429 e seg., 595. Simulati dissensi tra lui ed il Papa, 433. Fa prendere e uccidere il Troches, 434 e seg., 600, 601. Per la guerra tra Francia e Spagna nel Reame non può continuare le sue imprese, 438. Si ammala, 439. Denari e gioie raccolte per lui in Vaticano, appena morto Alessandro VI, 440. È in fin di vita, 444. Mègliora e parte da Roma, ivi. Perde gran parte dello Stato, 445. Torna a Roma; cercato a morte dagli Orsini, si salva in Castel Sant'Angelo, ivi, 446. Con lui tratta il cardinale Giuliano della Rovere per la sua elezione al papato, 447. Come si governino i Fiorentini con lui dopo l'entrata d'Antonio degli Ordelaffi in Forlì, 449, 602, 603. Come debba spiegarsi che il M. parli con dispregio e indifferenza di lui dopo la sua caduta, 453, 459, 462. Gli si ribella Imola, 454. Sue minaccie contro i Fiorentini, ivi, 457. Si apparecchia ad andare a difendere i suoi possessi in Romagna contro i Veneziani, 455. Sua irresolutezza, 456. Gli è negato un salvacondotto dai Fiorentini, 456, 604. Parte per Ostia con le sue genti, 457. Preso per ordine del Papa, 458; e ricondotto a Roma, 460. Sono svaligiate le sue genti, ivi. Accenni a fatti successivi relativi ad esso, ivi, 461. Si presenta e scusa umilmente a Guidobaldo duca d'Urbino, 461, 462. Ricordato, 562 e seg.; e dal M. nel Decennale primo, 473; e nei suoi Discorsi, II, 326. Apparisce alla mente del M. come il tipo più definito del Principe, 364; e come questi ne ragioni in una sua lettera al Vettori, 369; e in quel libro, 380 e seg., 387, 390, 397, 596, 608 e seg., 618. Accenni alle qualità del suo governo in Romagna, 382; III, 377. Ricordato, III, 491. Delle notizie relative ad esso e agli altri Borgia nella Storia del Guicciardini, III, 495.

Valla Lorenzo, I, 76, 113, 115. Gli è affidata da Niccolò V la traduzione di Tucidide e di Erodoto, 125. Cenni della sua vita e delle sue opere, 127. È alla corte d'Alfonso I di Napoli, 154, 155, 156.

Vallombrosa (Generale di), III, 404.

Valori Bartolommeo. Si adopera a cacciare Pier Soderini e rimettere i Medici in Firenze, II, 176. Accompagna il Soderini a Siena, 177. Ricordato, 591.

Valori Niccolò. Sue lettere al M., I, 398, 570, 578, 579. Ambasciatore in Francia, 464, 606; è mandato presso di lui il M., 464 e seg. Suoi uffici a favore del M., 582, 590. Oratore al campo di Raimondo da Cardona e del Cardinale de' Medici, II, 550, 552. Compromesso nella congiura del Boscoli e del Capponi contro i Medici, II, 198; e imprigionato, ivi, 554, 555.

Vannucci Atto. Iscrizione da lui dettata per la villa del M., II, 362.