[666]. Ivi a c. 74t.
[667]. Il partito dell'elezione di Francesco Tarugi non si conosce, ma verisimilmente dovette essere del tenore stesso di quello preso pel Giannotti; la sua data si rileva dal presente stanziamento di salario. La nuova Signoria, col gonfaloniere Capponi, entrò in ufficio il primo di giugno, ed il Tarugi fu segretario per brevissimo tempo.
[668]. Martin Hobohm, Machiavellis Renaissance der Kriegskunst; Berlin, Karl Curtius, 1913. I due volumi hanno anche, ciascuno di essi, un titolo speciale. Il primo: Machiavellis florentinisches Staatsheer; il secondo: Machiavellis Kriegskunst.
[669]. Nelle Memorie storiche abbiamo trovato lettere o estratti da lettere di M. A. Niccolini oratore a Milano (1492), di Piero Guicciardini oratore a Milano (1493), dei Commissarî in Pisa (1494), di G. B. Ridolfi oratore a Milano (1495), di Antonio dei Pazzi oratore a Roma (1497), del Becchi oratore a Roma (1496), del Bracci oratore a Roma (1497). Questi estratti si trovano nel principio del volume I; ma continuano poi per tutti i quattro volumi. Alcuni sono autografi del Guicciardini, moltissimi invece copiati d'altra mano.
[670]. È nelle Memorie Storiche indicato semplicemente così: Bartol. Gherardo Bartolini Salimbeni era cognato del Guicciardini, cui indirizzò, in forma di lettera, la sua Cronichetta sopra le ultime azioni di Lorenzo de' Medici duca d'Urbino, pubblicata poi nel 1786 dal Padre Ildefonso, nell'Appendice al vol. XXIII delle Delizie degli Eruditi toscani.
[671]. Scipio Vegius autore dell'Ephemerides, lavoro che si trova manoscritto nell'Ambrosiana. Nelle Memorie Storiche è indicato semplicemente così: Scipio.
[672]. Questo autore, che nelle Memorie Storiche è chiamato El Borgia, deve essere Girolamo Borgia nato in Sirisio di Basilicata, l'anno 1475. Il signor Camillo Minieri Riccio, nelle sue Biografie degli Accademici Alfonsini, detti poi Pontaniani (1442-1543), pubblicate nell'Italia Reale, e più tardi in venti esemplari a parte, lo dice (a pag. 235 e segg.) parente di papa Alessandro VI, intimo di Giovanni Borgia duca di Gandia. Aggiunge che quando questi fu fatto nel 1497 uccidere dal fratello Cesare, Girolamo Borgia dovette fuggire e nascondersi, «per essere a lui palesi tutti i segreti del defunto.» Fu autore di molte opere in verso ed in prosa, fra le quali una Historia Aragonensium, in venti libri, che «rimase manoscritta, ed andò poi perduta. La sola prefazione del libro XIX fu salvata e si conservava da Gio. Vincenzo Meola, come costui lo attesta nella nota XIII, pag. 48 alle lettere di Onorato Fascitelli (Napoli, 1776).» Noi argomentiamo che questo Girolamo Borgia sia l'autore citato dal Guicciardini, perchè non ne conosciamo altri dello stesso nome in quel tempo, e perchè le citazioni e gli estratti che ne abbiamo trovati nelle Memorie, si riferiscono principalmente a fatti seguiti ai Borgia nel Napoletano.
[673]. Vedi pagg. 110 e segg. del vol. II di quest'opera.
[674]. Vedi la mia prefazione ai Dispacci di A. Giustinian; la recensione che di essi fece G. E. Saltini, con nuovi documenti, nell'Archivio Storico Italiano, terza serie, vol. XXVI, anno 1877: e specialmente quel che dico nelle già citate pagg. 110 e segg. del vol. II di quest'opera.
[675]. Debbo qui ringraziare il conte Francesco Guicciardini, che assai gentilmente mi permise di esaminare i manoscritti del suo illustre antenato. E come ho già altrove ringraziato i miei amici prof. Cesare Paoli e cav. A. Gherardi (pur troppo ora defunti), così debbo anche esprimere la mia gratitudine al già Sopraintendente degli Archivi Toscani, C. Guasti, a T. Gar, e B. Cecchetti Sopraintendenti degli Archivi Veneti, tutti successivamente scomparsi.