Del vago Éupili mio,

Ecco alfin nel tuo seno

M’accogli; e del natio

Aëre mi circondi,

E il petto avido inondi![36]

San Salvatore è un convento che già fu de’ Cappuccini, e che dalla loro soppressione fu tramutato in villeggiatura. L’ebbe il signor Boselli, rinomato istitutore di Milano, che qui conduceva i suoi convittori a ritemprare la salute, nelle vacanze autunnali, coll’aere puro che vi regna; ma sorvenuto il 1848, nelle memorande cinque giornate, caduto vittima del piombo austriaco, la villa venne dalle leggiadrissime sue figlie tenuta.

Visitandola, più d’una volta vi trovai, come vi trovano tutti, il più grazioso ricevimento dalla gentilissima signora Irene Boselli, moglie a quel colto scrittore che è Giovanni Biffi, l’autore della Ghita del Carrobio e del Prina, il quale una volta mi fu anche cicerone del luogo, e mi mostrò parte a parte ogni sala, ogni cella, e la chiesa, a cui traggono i devoti di Crevenna in certe solennità, e sulla quale, non saprei con quanto diritto, spiega il Comune pretesa ab immemorabili, additandomi la stanza dove venne ospitato San Carlo Borromeo e i mobili da lui usati, e via via l’orto, il cascinale e il viale che poi mette al sentiero che percorre la montagna fino a Caslino. Quel giorno, sorridendo, dopo avermi condotto presso un gran tronco d’albero che giaceva in terra, mi ripeteva i versi del Manzoni:

Stillano miele i tronchi:

Ove copriano i bronchi,

Ivi germoglia il fior;