[118]. «I Censori provvedevano nella città a selciare colla arena le vie, e fuori della città a gittarvi ghiaja ed a praticarvi i margini.»
[119]. V. Giornale degli Scavi, N. 2, settembre 1868.
[120]. Orat. pro M. Fontejo. Si sa che M. Fontejo Pretore, dopo d’avere per un triennio successivo alla pretura, amministrata la Gallia, reduce a Roma, a petizione de’ Galli, venne accusato da M. Pletorio in due azioni. Difendendolo nella seconda Cicerone, questi nel dire dell’accusa che riguardava le vie, così ricorda la Domizia: Cum majoribus reip. negotiis impediretur; et cum ad remp. pertineret, viam Domitiam munire, legatis suis primariis viris, C. Annio Bellieno, et C. Fontejo negotium dedit. — Via Domitiana, della quale è l’argomento mio, è il titolo del terzo componimento di Stazio del lib. IV delle Sylvæ, e così è ancor un dato maggiore a conforto di quel che dico di questa via.
[121]. Vien ricordato da Stazio che la via Appia fosse la regina delle vie in que’ versi:
. . . . qua limite noto
Appia longarum teritur regina viarum,
e vi accenna Orazio nel parlar della Via Numicia che dinota prossima all’Appia:
Brundusium Numici melius via ducat, an Appi.
Epist. Lib. I.
[122]. «La terza via da Reggio, traversando i Bruzi, i Lucani e il Sannio conduceva nella Campania e metteva alla Via Appia.»