«Senza lite ella tenga i doni tuoi.»

Remed. Amor. v. 659-671,

mia traduzione.

[290].

Se de’ suffragi suoi libero avesse

Il popolo a venir, qual mai ribaldo

Seneca preferir dubiteria

Un istante a Neron, al cui supplicio

Vi vorrebbe più assai che d’un serpente,

D’una scimia e d’un sacco?