«Senza lite ella tenga i doni tuoi.»
Remed. Amor. v. 659-671,
mia traduzione.
Se de’ suffragi suoi libero avesse
Il popolo a venir, qual mai ribaldo
Seneca preferir dubiteria
Un istante a Neron, al cui supplicio
Vi vorrebbe più assai che d’un serpente,
D’una scimia e d’un sacco?