Come al scizio ciglion Prometeo stretto

Nutre l’augel col rinascente petto,

Laureol così da vera croce pende,

E ad orso caledonio il fianco stende.

Palpitavan sue viscere, grondanti,

Lacere, e a corpo uman più non sembianti.

La pena alfin scontò del parricidio,

Del fero nel padron commesso eccidio,

Del rapito nei templi oro nascosto,

O dell’iniquo fuoco a Roma posto.