Teatro tragico. Vol. II, cap. XIII pag. 53.
Tempio d’Iside. Vol. I, cap. VIII pag. 244.
Dietro di esso è la Curia Isiaca, detta anche Trebus secondo l’indica l’iscrizione osca che vi si trovò. Vol. I, cap. VIII pag. 268. A sinistra montando è
Il Tempio d’Esculapio o di Giove e di Giunone. Vol. I, cap. VIII pag. 269.
Casa del Citarista. Fu così denominata dalla statua in bronzo d’Apollo colla cetra rinvenutavi. Vol. III, cap. XX pag. 84.
Di fronte è forse più propriamente a dirsi la Casa di Lucio Popidio Secondo. Vedi n. di dicembre 1868 del Giornale degli Scavi, e che però fa ritenere che l’isola I della Regione I in cui si trovava si appellasse Popidiana Augustiana. La Regione VII isola II di Marco Epidio Sabino che è sulla via dell’Anfiteatro, così fu detta per una casa principale appartenente a proprietario di tal nome.
Casa di Marco Lucrezio. Vol. III, cap. XX pag. 85.
Forno e casa di Paquio Proculo. Vol. II, cap. XVII pag. 308.
Tintoria. Vol. II, cap. XVII pag. 332.
Vicolo fra la via Stabiana e vicolo Storto.