[236]. «Io Sesto Anicio Pontefice attesto avere costui onestamente vissuto.» Bannier, Spiegazione delle favole.
[237]. «Da qualche anno in qua non si offerse altro sguardo del popolo romano una pompa così solenne e memorabile, come i publici funerali di Virginio Rufo, non meno egregio ed illustre, che fortunato cittadino.» Lib. II. epist. 1, Tr. Paravia.
[238]. «Detti furono siticini coloro che solevano cantare canti lamentevoli a titolo d’onore, quando a taluno si facevano i funerali e recavansi a seppellire.»
Le prefiche che seguano pagate
Nell’altrui funeral e piangon molto
E si strappano i crini e ancor più forti
Alzan clamori.
[240]. Riti funebri di Roma. Lucca, 1758.